EFT (tm) (Emotional Freedom Technique)
Sommario "EFT Standard" Sommario del sito Home page
rue.jpg
Rue Anne Hass, M.A.

ONORA I TUOI ANGELI OSCURI

Honoring Your Dark Angels

Scoprire ed eliminare l'intenzione positiva
che crea solo guai

Rue's News - Volume 1, Issue 9.
By Rue Anne Hass, M.A.
6225 University Ave • Madison, WI 53705

E-mail: rue@intuitivementoring.com
Sito: http://www.intuitivementoring.com

Traduzione a cura del dr. Mario Rizzi ( www.viveremeglio.org )

Non importa il problema con cui stai trattando, se riesci a far apparire ciò che c’è di positivo in una persona o in una situazione, avrai utilizzato una delle più potenti pratiche spirituali che riesci ad immaginare (Rue Anne Hass, M.A.).

Sommario





L'Inversione psicologica o Sabotaggio emozionale up.jpg

Probabilmente avete sentito parlare di "inversione psicologica" o "sabotaggio emozionale". Può darsi anche che conoscete come la frase iniziale della EFT sia stata studiata proprio per trattare questo tipo di problema.

Per spiegare questo tipo di sabotaggio dobbiamo tener presente che in qualche momento della nostra storia personale c’è stato un comportamento, un sintomo o qualcosa in cui abbiamo creduto, che sono stati la scelta migliore o il modo più sicuro per superare quella situazione. Quel meccanismo, anche se è servito tanto tempo fa, potrebbe essere ancora attivo in noi. Può darsi che si sia talmente instaurato in noi, da esserci abituati al punto che neppure ci rendiamo conto quando entra in azione, causandoci ancora più problemi di quelli che abbiamo.

Va comunque detto che nel profondo di questo comportamento o pensiero o dolore, c’è comunque una luce che brilla, perché quando l’abbiamo utilizzato ci ha aiutati e magari fatto del bene. Il problema è che oggi, non solo non serve più, ma può essere dannoso.

Un problema potrebbe essere come un Angelo oscuro... up.jpg

Quando la procedura di EFT non funziona, spesso è perché non abbiamo ancora identificato quella che possiamo definire come l'intenzione positiva che si trova dietro ciò che a noi appare come un problema da risolvere.

Quando ci sentiamo proprio schiacciati da un’emozione apparentemente negativa oppure da un comportamento, oppure da un sintomo o qualcosa che ci disturba, proviamo a porci le domande seguenti e aspettiamoci delle risposte molto interessanti. Poi, possiamo utilizzare tutte le informazioni scaturite dalle risposte per creare frasi iniziali da usare con EFT.

  • Potrebbe esserci un’intenzione positiva, dietro quest’emozione, comportamento o sintomo?
  • Se quella parte di me che si sta comportando in questo modo, stesse cercando di ottenere qualcosa, che cosa sarebbe?
  • Certamente vi è qualcosa che sta cercando di ottenere la mia attenzione. Che cosa potrei fare per soddisfarla?
  • In quale contesto questo tipo di comportamento potrebbe essermi utile?
  • La parte di me che sta dandomi questo sintomo o spingermi a questo comportamento, potrebbe avere delle strategie più potenti e più effettive per ottenere sicurezza, protezione, amore, attenzione, di quanto ora sta ottenendo da me?
  • Che altro potrei fare per ottenere quello che realmente voglio?

È giusto che io mantenga in vita questo dolore, per essere sicuro che così imparo la lezione che mi sta insegnando? up.jpg

Ricordo un giorno, in cui ho fatto una sessione al telefono con una donna che soffriva di fibromialgia da vent’anni. Va detto che è una patologia molto dolorosa. Era la nostra prima sessione e la mia pazienta stava, per la prima volta, esplorando la EFT come possibilità terapeutica.

Dopo che ebbi raccolto alcune informazioni sui suoi problemi, le chiesi quale fosse il sintomo particolare o dolore sul quale lei desiderava lavorare. Mi rispose che aveva una domanda importante, per la quale voleva una risposta, prima ancora di iniziare il trattamento.

"Posso essere certa che la EFT non ha delle controindicazioni?", chiese, e continuò: "Io credo che nella vita bisogna farsi delle esperienze, e non vorrei togliermi questo dolore in modo così semplice, qualora mi servisse per imparare qualche cosa. Se lo rimuoviamo va a finire che non posso imparare più nulla, e questo non mi sembra produttivo".

Io rimasi molto toccata da questa domanda. Pensate un po’. Era da vent’anni che soffriva e preferiva continuare a soffrire qualora questa sofferenza le stesse insegnando qualcosa. Solo qualcuno veramente strano e determinato potrebbe assumere una posizione del genere! O… qualcuno che soffrendo in quel modo, a livello inconscio stava ottenendo qualche beneficio da quella sofferenza.

Quanti di noi credono che dobbiamo fronteggiare prove durissime per poter evolvere spiritualmente? Mentre stavo realmente apprezzando il suo desiderio di imparare e di evolvere, ero anche certa che utilizzare la propria forza e volontà nel sopportare la sofferenza, considerandola come il prezzo da pagare per poter crescere spiritualmente, era una scelta decisamente fuori luogo.

Personalmente, non credo che dobbiamo soffrire per poter imparare. Penso, invece, che ogni nostra sofferenza serva per richiamare la nostra attenzione e farci capire che c’è qualche cosa fuori posto, qualcosa che ha bisogno di essere sistemato nel nostro modo di vivere o/e pensare.

Permettetemi perciò di avanzare una teoria eretica, dicendo che noi possiamo imparare altrettanto bene e più facilmente, quando stiamo bene e siamo rilassati. Quando ci troviamo in una situazione confortevole in cui possiamo guardare avanti pensando come utilizzare le nostre possibilità creative, piuttosto che volgersi indietro a rivedere tutto ciò che non abbiamo fatto perfettamente. È mia opinione che la sofferenza raramente serva a scopi spirituali. Io penso che una cosa che fa male non può essere correlata al bene. Io non credo proprio nell'adagio: "Nessun dolore, nessun guadagno".

Se la mia paziente aveva sofferto per vent’anni, di certo non aveva fatto la scelta migliore. E va detto che non si trattava di una persona pigra, ma di una che aveva impiegato la sua forza e le sue strategie in modo sbagliato. Ella avrà anche avuto delle intenzioni positive, ma di certo aveva utilizzato una strategia completamente sbagliata.

Talvolta continuiamo la battaglia, ma seguiamo delle istruzioni ormai superate up.jpg

A proposito di coloro che pensano di ottenere qualcosa solo continuando a soffrire, vi riporto una storia che ho sentito tempo fa, e che riguarda alcuni soldati giapponesi che hanno partecipato alla seconda guerra mondiale.

La storia di alcuni soldati giapponesi up.jpg

Nel suo libro Il cuore della mente, Connirae e Steve Andreas ci raccontano alcuni fatti riguardanti varie guarnigioni di soldati giapponesi, che erano localizzate su alcune piccole isole nell’Oceano Pacifico. Molte di queste guarnigioni furono smantellate al termine della guerra, ma ce ne furono alcune che per vari motivi vennero dimenticate.

I soldati, rimasti sulle piccole isole, spesso dovettero vivere nelle caverne cercando disperatamente di sopravvivere e continuare la loro missione, ovvero proteggere e difendere la patria dai nemici. Essi cercarono di mantenere in buone condizioni le uniformi da guerra e fecero il possibile per evitare che le armi si arrugginissero, sperando che, prima o dopo, si sarebbero riuniti con il loro comando centrale. E fu così che trent’anni dopo che la guerra era terminata, alcuni di questi soldati erano ancora li, e furono visti da qualche nativo, turista o barca di pescatori.

Consideriamo quale poteva essere la posizione di questi soldati. Steve Andreas ci racconta che:

"Il loro governo li aveva chiamato, e aveva dato loro delle istruzioni, quindi li aveva inviati nella giungla di varie isole per difendere e proteggere i loro connazionali dagli attacchi del nemico. Così, come cittadini obbedienti e fedeli alla patria, essi sono riusciti a sopravvivere a molte battaglie e privazioni, durante i lunghi anni della guerra. E quando terminarono le vicissitudini proprie della guerra, essi furono lasciati soli e dimenticati. Durante tutti questi anni essi avevano portato avanti la battaglia come meglio potevano, riuscendo a sopravvivere a incredibili difficoltà. A dispetto del calore, degli insetti, e delle piogge torrenziali, essi avevano fedelmente seguito le istruzioni ricevute dai loro superiori tanto tempo prima".

Viene spontaneo da chiedersi: "Come sarà stato trattato un soldato di questo tipo quando veniva ritrovato?". Infatti, sarebbe stato facile dargli dello stupido o comunque deriderlo per aver continuato a combattere una guerra che era finita trent’anni prima. Ma il governo giapponese, li benedì, e prese una posizione alquanto differente.

Leggiamo ancora sul libro di Steve Andrea:

"Quando qualcuno di questi soldati veniva localizzato, il primo contatto veniva preparato con molta cura. Si incaricava qualche ex-ufficiale che aveva partecipato alla guerra, di indossare ancora la vecchia uniforme, mettersi al fianco la sua spada da Samurai e raggiungere, con una vecchia barca militare, la zona dove i soldati erano stati segnalati. Dopo di ciò l’ufficiale doveva camminare nella giungla chiamando i soldati fintanto che li avrebbe trovati.

Dopo aver contatto i soldati, l’ufficiale doveva ringraziarli con le lacrime agli occhi per la loro fedeltà e coraggio nel continuare a difendere il Giappone per così tanti anni. Quindi doveva farsi raccontare un po’ delle loro esperienze e quindi riportarli in patria.

Solo dopo qualche tempo questi militari sarebbero stati informati del fatto che la guerra era finita e che la loro patria era di nuovo in pace, pertanto non vi era più la necessità che essi continuassero a lottare. Ed essi, al loro ritorno a casa, dovevano trovare un caloroso benvenuto: il benvenuto che compete ad un eroe con parate e medaglie, folle di persone che lo ringraziano e celebrano il suo modo audace di sopravvivere. Questo per fare in modo che essi potessero ritornare e riunirsi con i loro connazionali nel migliore dei modi".

"Ora realizzo che una parte di me si sta comportando come quei soldati" up.jpg

Una volta ho raccontato questa storia in un corso di EFT. Quando ebbi terminato, notai che una donna aveva le lacrime agli occhi. Le chiesi se voleva condividere con noi ciò che stava sperimentando ed ella disse:

"Mi sono sentita molto dispiaciuta per questi soldati e anche molto toccata per il modo in cui venivano trattati. Ho realizzato che questo è il modo in cui io devo trattare me stessa. Per molto tempo, infatti, ho ridicolizzato, criticato o cercato di zittire, quelle parti di me che in certe occasioni reagiscono automaticamente, secondo modi prestabiliti che non mi piacciono per niente."

"Ora mi rendo conto di quanto queste parti di me siano come quei soldati. Quando ero piccola avevo delle crisi isteriche o piangevo per ottenere qualcosa. Ora mi rendo conto che quel modo di comportarsi per ottenere quello che si vuole, oggi non ha più alcun valore. Questi comportamenti hanno contribuito solo a peggiorare le cose! Quindi me ne sto zitta e triste (… ma anche questo non serve molto)".

"Mi rendo conto che io stessa sto ancora combattendo delle battaglie che sono finite da tempo, lottando con me stessa per questo. Ma non riesco a vedere come terminare questa guerra! In realtà mi sento un po’ fuori di testa. Comunque, ascoltando questa storia ho realizzato che vi sono delle parti di me che stanno cercando di proteggermi e mantenermi al sicuro e lo stanno facendo nel migliore dei modi che esse conoscono: il tutto per essermi di aiuto. Esse hanno delle uniformi macchiate e scolorite dal tempo e delle armi arrugginite, che non funzionano più".

"Qualche parte di me probabilmente mi vuol convincere che sono stata così per talmente tanto tempo, da pensare che faccia parte della mia natura. E quindi mi viene spontanea una domanda: Come potrei vivere senza questi comportamenti? Come posso conoscere quello che realmente sono?"

"Per concludere, riconosco che dovrei onorare questi vecchi soldati in me. Essi stanno facendo i loro dovere nel miglior modo possibile. Se fanno qualcosa, lo fanno per il mio bene. Stanno cercando di proteggermi nelle situazioni in cui non riesco a proteggermi da me stessa. Una volta che riuscirò ad onorarli per quello che stanno facendo per me, può darsi che riesca anche a trovare delle vie alternative e migliori per ottenere ciò che realmente voglio dentro di me".

Cosa stanno cercando di fare i tuoi soldati interni? up.jpg

Alcuni dei nostri soldati interni hanno lavorato tante volte, e stanno ancora lavorando cercando di proteggerci da ciò di cui avevamo paura. Essi possono mostrarsi nella nostra vita come dolore, malattie, allergie, rabbia, sovrappeso, convulsioni, ipersensibilità o altre cose…

Può darsi che questi soldati stiano cercando di proteggerci da:

  • responsabilità
  • nuove situazioni
  • essere notati
  • fallimenti
  • successi
  • essere sopraffatti
  • essere scoperti
  • perdere l’amore
  • essere sovra stimolati
  • avere problemi finanziari
  • essere paragonati ai nostri parenti

Quando EFT "non lavora", guarda a questi esempi di soldati interni che stanno cercando di aiutarci. Picchietta per la resistenza e per la paura.

Qui ci sono alcune domande che possono aiutarti per scoprire quale Angelo oscuro ha bisogno di te. Usali quindi nella frase iniziale per EFT.

Chiedi alla parte più interna di te:

Tu, parte di me che stai portando avanti (rabbia, paura, dolore, ecc…) _____________, cosa stai cercando di ottenere per me?

Che cosa ci guadagno agendo in questo modo?

Se non avessi questo _______________, che cosa perderei? Quale sarebbe il riscontro negativo?

Puoi usare anche le seguenti domande per andare ancora più in profondità:

Se io già avessi ___________ (ciò che sto cercando di ottenere), quale è la cosa ancora più importante che potrei ottenere per me?

Oppure:

Se io avessi ___________ (ciò che io sto cercando di ottenere), che cosa ci guadagnerei?

Che cosa diventerebbe possibile?

Se tu ogni tanto ti fai queste domande, le risposte andranno sempre più in profondità. Ascolta le tue risposte.

Forse quello che io realmente voglio è attenzione, non guarigione. Infatti, la mia mente inconscia potrebbe pensare: "Se io dovessi guarire potrei ancora ottenere così tante attenzioni?".

Può darsi che nel profondo io desideri continuare a recitare il dramma della mia vita, che questo problema mi crea?

Può essere che io, a livello inconscio, sto pensando che se la EFT dovesse avere successo non avrei più una scusa valida per poter prendermi cura di me, meditare, leggere, andare in vacanza, conoscere altri terapeuti o altre modalità di guarigione.

Può essere che il problema attuale non sia altro che fumo negli occhi per distogliermi dal vero problema. Che cosa mi trattiene da ragionarci sopra?

Può essere che ciò che voglio, non sia altro che qualcosa che ho adottato per piacere a qualcun altro?

Può essere che mentre sto lavorando sulla rabbia, essa non sia null'altro che una copertura per la paura. (Oppure che io stia lavorando sulla paura, ma questa paura non sia null'altro che una copertura per il dispiacere. O che io stia lavorando sulla tristezza, ma essa non sia null'altro che una copertura per la rabbia. Oppure …).

State molto svegli per diventare consapevoli delle varie possibilità!

Altre domande per scoprire l'intenzione positiva up.jpg

Ho ultimato alcune frasi di scelta qui, scaturite seguendo la mia intuizione per le parole. Nel provarle vi aiuteranno a capire la vera e profonda intenzione; intenzione che poi viene distorta e si mostra all’esterno come un qualche cosa che limita il vostro comportamento.

"Io non voglio risolvere questo problema e sto resistendo con tutte le mie forze per non risolverlo, Io mi amo e mi accetto lo stesso, e scelgo di trovare delle vie migliori per sentirmi al sicuro."

"Anche se sono troppo arrabbiato per risolvere questo problema, io mi amo e mi accetto, io mi perdono per il fatto di essere arrabbiato e scelgo di imparare a stare in piedi da solo, utilizzando ciò che sento essere meglio per me".

"Anche se diventerei troppo vulnerabile, risolvendo questo problema, io mi amo e mi accetto comunque, e scelgo di sorprendermi nello scoprire quanto sia facile ritrovare la mia forza interiore".

"Anche se guarendo, potrei ottenere più potere e successo, e questo realmente mi fa paura perché coloro che hanno potere e successo sono considerati degli egoisti, almeno nell'ottica della mia famiglia, accetto comunque me stesso e scelgo di agire con potere e successo, ma in modo di includere anche gli altri e riflettere la loro forza. Io posso essere umile e forte nello stesso tempo".

Una potente pratica spirituale up.jpg

Io assumo sempre che, se qualcosa sta bloccando il flusso dello spirito in voi, bloccando i vostri sforzi per manifestare il meglio di voi stessi nel miglior modo possibile, questo blocco ha le sue radici profonde in qualche "intenzione positiva". Penso che si tratti di una parte di voi che, da sempre, sta cercando di ottenervi sicurezza o protezione.

Questa parte di voi conosce solo una strategia, ed è bloccata su quella. È come un cavallo con i paraocchi, che vede solo in una direzione. E non si rende conto che così facendo vi crea ulteriori problemi. Si accorge soltanto del fatto che la condizione da cui sta disperatamente cercando di proteggervi sta peggiorando. Quindi, si impegna ad applicare la sua strategia ancora più intensamente.

Vi faccio una domanda: "Se questa parte di voi, potesse avere accesso ad altre strategie, più potenti e molto più efficaci per farvi avere la sicurezza / protezione / amore e attenzione, che sta cercando di ottenere per voi, ne sarebbe interessata?". La risposta è sempre sì.

Tutto questo ci permette di utilizzare la procedura basilare di EFT, e creare delle frasi eleganti capaci di toccare la parti più interne della vostra mente, usando delle parole mirate che rappresentano la chiave per liberare quelle parti che erano state "chiuse in gabbia", ovvero l'intenzione positiva che vi sta creando problemi.

Con le domande atte a scoprire l'intenzione positiva (vedi sopra), vi anche un'altra domanda che uso spesso, ed è: "Dove lo percepisci nel tuo corpo?". Sono domande che faccio, soprattutto se vi sono dei segni di crescita personale. Io le uso più e più volte, in ogni possibile contesto. Esse sono infinitamente utili.

Ecco un'altra domanda per aiutare coloro che hanno iniziato ad aprirsi al flusso del cambiamento interiore, e percepiscono la necessità di nuove scelte e di ri-orientamento della loro vita. Questa è la domanda: "Raccontami di quella volta in cui ti sei sentito in questo modo, oppure hai fatto questa cosa". Lo scopo da raggiungere è quello di rivelare al cliente che egli ha SEMPRE avuto la capacità di essere intelligente / creativo / amorevole / assertivo e compassionevole.

Si tratta sempre di una grande rivelazione... lo scoprire di essere sempre stati buoni!

Mando a tutti voi il mio amore e le mie benedizioni,

Rue











Sommario "EFT Standard" Sommario del sito Home page
Una produzione congiunta dei siti:
"http://eft.viveremeglio.org" e "www.viveremeglio.org".